Il nostro metodo

Analisi del contesto

Si parte da qui: capire dove siamo, cosa c’è accanto a noi e come queste cose funzionano. Per individuare gli spazi d’azione, i problemi e le opportunità – che spesso sono la stessa cosa. Bisogna studiare e leggere, più che libri i fatti e le persone, per giungere ad un’analisi originale ed aderente alla realtà in cui inserire l’idea; serve formazione, perché ogni scenario ha le sue chiavi di lettura.

Sviluppo del progetto

Trovata l’idea, bisogna farne un progetto. Definire gli obiettivi, individuare le risorse da reperire, e come trovarle, pianificare task, dipendenze, contattare gli stakeholder che servono.Che si tratti di aziende, associazioni o altre forme, ci sono metodologie per tutto questo sfruttando la gestione d’azienda, il project management, le tecniche della comunicazione. Anche in questa fase c’è molto da imparare e molto da inventare.

Validazione

Definito il progetto, il passo successivo è verificare se tutto quello che si è ipotizzato ha senso. Il modo migliore per farlo è spiegarlo agli interlocutori, tutti quelli che possono essere interessati all’iniziativa (clienti, utenti, fornitori, partner…), e vedere come reagiscono. Una campagna on-line, anche di crowdfunding, un sito web, analytics e metriche sono gli strumenti per vedere le reazioni del mercato; una simulazione, ma anche il primo passo del progetto vero.

I nostri strumenti

Community of Practice

L’apprendimento all’interno di Xcamp avviene attraverso una Community of Practice, un ambiente dove il discente trova subito un ruolo attivo definito da pochi elementi:

  • il coinvolgimento in un insieme di azioni, definite e negoziate tra i membri;
  • un repertorio condiviso di procedure, parole, strumenti, storie e gesti prodotti all’interno nel corso del tempo;
  • il coinvolgimento nello scopo comune, nel nostro caso la creazione di un progetto/associazione/impresa.

Le relazioni all’interno delle CoP seguono modelli che consentono ai neofiti di osservare ed imparare dai partecipanti più esperti, generando cambiamenti comportamentali che stimolano inclusività ed empowerment nell’ambiente, un ambito formativo adatto a giovani ed adulti per percorsi strutturati e non.

Xcamp utilizza due livelli di community: il primo strato, comune a tutte le campagne ed i progetti sviluppati sulla nostra piattaforma, è centrato sulla mimica dello startupping, la creazione di impresa applicata agli ambiti più diversi. Su questo schema è incentrato il nostro metodo di lavoro, basato sulle logiche dell’economia aziendale e del project management, finalizzato alla produzione di pitch, business e project planning e tutti i documenti che potranno essere utilizzati per definire ed avviare i progetti dei partecipanti.

Il secondo livello della community, o meglio delle community, è quello legato all’ambito della specifica campagna di Xcamp: Innovazione sociale, smart cities, green economy, tutti gli argomenti di interesse dei promotori della campagna stessa, siano questi enti del terzo settore, scuole, aziende, associazioni di categoria o altro ancora. Queste community di secondo livello possono essere localizzate in un’area specifica o su un tema specifico, realizzando delle Smart Communities. A questo livello intervengono contenuti specialistici sull’ambito scelto, per raffinare le analisi preliminari e per aiutare i partecipanti a migliorare la loro comprensione del tema trattato, e quindi la qualità dell’output.

Xcamp prevede dunque dei ruoli all’interno della propria community, o meglio dei compiti, che ciascun membro può svolgere a secondo del contesto e delle competenze possedute. La piattaforma premia l’impegno e la partecipazione dei singoli, attraverso meccanismi di remunerazione o di rewarding.

Gioco

Strutturata come un gioco di ruolo, la simulazione di Xcamp costituisce un ambiente protetto e realistico per consentire ai partecipanti di validare la propria idea. Obiettivo del gioco è conquistare l’attenzione del pubblico, ingaggiando quante più persone possibile in una conversazione riguardante il proprio progetto: siti web, social network, flash mob, qualsiasi mezzo può essere utilizzato per lo scopo, proprio come farebbe qualsiasi azienda nel mondo reale. L’oggetto della simulazione è dunque il rapporto tra il progetto – di qualsiasi tipo – e gli stakeholder, quello che diventerà il cuore del rapporto con i clienti (o utenti, volontari, contributi autori, o qualunque altro tipo di relazione il progetto possa necessitare), un argomento estremamente delicato soprattutto nell’avvio dell’attività. La simulazione offre un’occasione per testare le ipotesi fatte e verificare sul campo i ritorni ottenuti, attraverso metriche utili a valutare i risultati e permettendo di sperimentare diverse alternative senza dovere affrontare costose campagne.La qualità del risultato dipende dalla qualità del lavoro precedentemente svolto, poiché occorre avere chiarito il progetto che si intende sviluppare, cioè individuato in precedenza gli obiettivi, quindi il problema/opportunità che si intende affrontare, come funziona la soluzione proposta, chi sono i destinatari dell’iniziativa, tutto quello che serve per poter indirizzare la comunicazione verso clienti o stakeholder usando i toni e gli argomenti giusti. I promotori della campagna possono attivare un’ulteriore fase definendo una campagna di crowdfunding, per permettere ai progetti in lizza di raccogliere, con la loro campagna, un primo Grant per avviare concretamente i progetti.Il ruolo della community promotrice è determinante nella dinamica del gioco, offrendo un moltiplicatore degli sforzi dei singoli progetti proposti, implementando pienamente il ruolo di una Smart Community: questo è il fattore che fa la differenza. tra piccole campagne condotte dai singoli progetti ed una campagna di maggiore respiro, che ospita al proprio interno altre campagne.