Come essere fortunati

Cosa trasforma un essere normale in un campione? Come si fa a diventare magnati dell’industria o campioni in uno sport? Come è fatto quel quid che trasforma una vita normale in una vita straordinaria, cioè, in termini statistici, come si fa a diventare outlier (fuoriclasse, appunto)?

A prima vista sembra che sia una questione di fortuna: dei buoni geni, il posto giusto al momento giusto, una premonizione, insomma qualcosa al di fuori del nostro controllo giacché, come si dice, la fortuna è cieca, e quindi si può solo sperare che la dea bendata si accorga di noi.

Invece la fortuna si può aiutare, forse addirittura chiamare, perché, come anche si dice, aiutati che il ciel t’aiuta. E dunque il successo – nello sport, nella professione, nella vita in genere – si coltiva, e questo è il tratto che lega campioni dello sport, divi del cinema e magnati della finanza. Fuoriclasse elenca alcune ricette per coltivare il successo e diventare, appunto, dei fuoriclasse, analizza qualche caso eclatante e racconta come, forse anche inconsapevolmente (e questa potrebbe essere l’unica fortuna), i grandi si sono preparati ad essere grandi.

La prima circostanza che aiuta l’agognata trasformazione in magnate dell’industria è l’accadere di un cambiamento scientifico o tecnologico qualsiasi (purché di rilevante impatto), che diventi subito un cambiamento nel settore degli affari, in qualsiasi campo: ciclicamente, a distanza di qualche secolo (prima) che diventa poi di qualche decennio – e nel futuro, forse, ancora più frequentemente – succedono cose che aprono nuove possibilità e rimescolano le carte, aiutando i nuovi entranti a diventare dei campioni nel nuovo gioco. E’ successo con la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, quando Spagna, Portogallo, Francia e Gran Bretagna furono i primi paesi a capire e sfruttare le potenzialità del nuovo mondo, è successo con la macchina a vapore e la nascita delle prime fabbriche nel XVIII secolo, poi con il petrolio nel XIX secolo, e poi con le ferrovie e l’automobile ed i trasporti, per finire con l’informatica ed i personal computer e Internet.  Ogni volta che si manifesta un cigno nero, cioè qualche cosa di inatteso che cambia le regole del gioco, i primi che ne approfittano – perché ne capiscono prima degli altri le potenzialità – hanno vita meno difficile, e possono creare ingenti patrimoni e diventare John Rockfeller e la Standard Oil o Bill Gates e Microsoft.

Ma per essere i primi a capire il cambiamento e individuarne le potenzialità bisogna studiarlo, questo cambiamento. E questa è la seconda cosa che ci racconta il nostro: Bill Gates ha iniziato da adolescente a conoscere l’informatica e la programmazione, grazie ad una scuola all’avanguardia per i suoi tempi, e quando negli anni ’80 del secolo scorso il pc stava diventando popolare, il giovane Gates aveva le conoscenze adatte per intuirne i possibili sviluppi e, quindi, la direzione da dare al proprio business.

Ecco, forse la cosa più importante è avere tante chiavi di lettura per quello che ci circonda, usarle e trovare il cambiamento – o la possibilità – appena si manifesta. Curiosità, studio, osservazione, in ambiti non convenzionali: non basta sapere la storia, la filosofia o la matematica per capire il mondo contemporaneo; servono le chiavi più diverse, e più ce ne sono meglio è.

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